NON CERCARTI FUORI

Da Sos Chelos de Mamuti, ne è passato di tempo – Premio Città di Ozieri 1981- che Giannetto mi regalò (in copia originale dattiloscritta e che ancora conservo) lo stesso giorno dal ritorno da Ozieri, io ero poco più che adolescente, eppure consapevole del valore incommensurabile, nascosto eppure evidente nel mito, che si annidava dietro le pieghe dello scritto. Ne feci tesoro, ne fui orgoglioso eppure sapevo che l’incantesimo di Funtana Ona non sarebbe durato a lungo, anzi, ma poco importa, penso che il Tempo avrà ragione di ogni illusione Plutocratica e di ogni malcelato perbenismo mascherato come son avvezzi a fare perché lasciati a fare dagli altri che se ne vanno o peggio da quelli che si dolgono stracannando vino dentro i zilleri di Onorva, maledicendo il tempo le donne ed il governo. Ora Funtana ‘Ona, e con essa, Funtana Ambiddas, Riu ‘e  Chercu, – questi ultimi cancellati dalle trivelle giganti della ferrovia che per oltre 5 anni ha scaricato su questi fiumi dove si pescava centinaia di tonnellate di oli e lubrificanti combusti cancerogeni,negli scandalosi scavi per il traforo ferroviario, vero business di mazzette e miliardi per gli amministratori di Gomorra. Era l’anno 1988, le trivelle siluranti della fiat sardista, spaccavano l’altopiano di Campeda, un mare di grotte alte 25 e 30 metri piene d’acqua ghiacciata e cristallina con stalattiti, stalagmiti, aragoste e pesci pietrificati oltre 22 km. di gallerie visitate e censite dal gruppo speleologico sardo di Cagliari, fiumi sotterranei ad alimentare un lago sotterraneo di milioni di mc. d’acqua, anguille vive, un mondo fantastico subito a ridosso di Funtana ‘Ona, probabilmente la sede delle forze ancestrali di tutta la Campeda sino alle vette dei boschi millenari del Marghine e Goceano, dove Bachiseddu aveva visto sa Mama ‘e sa Funtana, la Dea Mater in persona. Tutto devastato, tutto sotto gli occhi di tutti, a Cagliari ai Bastioni l’esposizione dei progetti e delle fotografie per celebrare la grande opera della moderna tecne. Ho visto Funtana ‘Ona più volte senz’acqua in quel periodo – era irriconoscibile -l’ambiente deturpato dalle ruspe con centinaia di querce secolari capovolte dai carterpillar, sembrava di essere in un ammanaggio lunare, gli alberi secchi a testa in giù, le radici al cielo gridavano strazianti lamenti, le altre querce tutte ricoperte di una spessa polvere bianca e sporche di olio nero. Ora sono vent’anni, con la costruzione della galleria di Campeda i treni hanno guadagnato tempo, circa dieci minuti, da Bonorva a Macomer, ma hanno venduto l’anima al diavolo. Da un lato della galleria i vecchi fiumi interrotti, ogni anno cambiano il passo, e fuoriescono ora da un’apertura laterale in una cascata rombante di acqua freschissima che si perde nelle campagne a valle, e Onorva compra l’acqua. Sa Mama ‘e sa Funtana mi ha lasciato un messaggio: “mi avete scorticata viva, mi avete aperto il cuore, mi avete segato le vene, mi avete spaventato con i motori, mi avete avvelenata, avete ucciso le grandi querce, avete disperso i grandi uccelli, avete violentato il cielo, la terra, l’acqua, la vita. Ora chi ha fatto ciò all’acqua, sarà punito per mano del Dio dell’acqua”.

Rubin©2002

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.