Krisis, epochè EDITH STEIN

ANDREA SANNA 26 nov 2017, 15:42

 

AGATHOS: An International Review of the Humanities and Social Sciences      27

Ciò è confermato dai testi in cui Husserl inizia la suo riflessione dal significato del mondo della vita. La via più lunga che egli teorizza nella Crisi – la definisce “la nostra nuova via” – è la via che muove dalla constatazione esistenziale e culturale secondo la quale l’essere umano vive e vive inserito in un contesto e il mondo della vita è il terreno della vita umana nel mondo con il suo dinamismo che lo rende un ‘fiume eracliteo’. L’obiettivo è di comprendere fino in fondo questo mondo della prassi per andare alle operazioni umane – e divine? – che lo rendono possibile. Ecco perché è necessario di nuovo procedere all’epoché, e considerare “L’essente, in tutti i sensi e in tutte le sue regioni, come l’indice di un sistema soggettivo di correlazioni“6. Allora la costituzione trascendentale corrisponde alla “formazione di senso originaria”, quella che conduce all’ontologia del mondo della vita, ma in quanto il mondo della vita è il mondo dell’esperienza tale ontologia coinvolge fondamentalmente la soggettività umana che rivela come un paradosso, “è soggetto per il mondo e insieme oggetto nel mondo”7. 

 L’ESSERE UMANO NELLE ANALISI DI EDITH STEIN  Il tema dell’essere umano è centrale e costante nell’analisi fenomenologico-filosofica di Edith Stein; la sua indagine può essere raccolta sotto un titolo unitario che è, appunto, quello di un’antropologia filosofica d’impostazione fenomenologica che cercherà successivamente completamenti e sostegni nella tradizione metafisica antica e medievale. D’altra parte, l’interesse per l’essere umano, sia relativamente alla sua singolarità, sia con riferimento alle produzioni culturali umane, è testimoniato dalla scelta fatta fin dagli anni universitari dello studio di discipline quali la psicologia, la storia e la letteratura. Scavare all’interno dell’essere umano e, correlativamente, esaminare le manifestazioni esteriori, questo è il compito che la pensatrice sente più urgente per comprenderne la natura singolare unica e irripetibile e contemporaneamente il significato delle sue espressioni e produzioni che hanno un valore intersoggettivo.  Paradossale la situazione dell’essere umano – come già Husserl aveva messo in risalto – il quale si presenta contemporaneamente come soggetto ed oggetto dell’indagine, l’unico essere vivente che ha la capacità di riflettere su se stesso; per lo meno questo è il risultato di

                                                           6 Crisi, §48.  7 Ivi, §53.  AGATHOS: An International Review of the Humanities and Social Sciences      27

Ciò è confermato dai testi in cui Husserl inizia la suo riflessione dal significato del mondo della vita. La via più lunga che egli teorizza nella Crisi – la definisce “la nostra nuova via” – è la via che muove dalla constatazione esistenziale e culturale secondo la quale l’essere umano vive e vive inserito in un contesto e il mondo della vita è il terreno della vita umana nel mondo con il suo dinamismo che lo rende un ‘fiume eracliteo’. L’obiettivo è di comprendere fino in fondo questo mondo della prassi per andare alle operazioni umane – e divine? – che lo rendono possibile. Ecco perché è necessario di nuovo procedere all’epoché, e considerare “L’essente, in tutti i sensi e in tutte le sue regioni, come l’indice di un sistema soggettivo di correlazioni“6. Allora la costituzione trascendentale corrisponde alla “formazione di senso originaria”, quella che conduce all’ontologia del mondo della vita, ma in quanto il mondo della vita è il mondo dell’esperienza tale ontologia coinvolge fondamentalmente la soggettività umana che rivela come un paradosso, “è soggetto per il mondo e insieme oggetto nel mondo”7. 

 L’ESSERE UMANO NELLE ANALISI DI EDITH STEIN  Il tema dell’essere umano è centrale e costante nell’analisi fenomenologico-filosofica di Edith Stein; la sua indagine può essere raccolta sotto un titolo unitario che è, appunto, quello di un’antropologia filosofica d’impostazione fenomenologica che cercherà successivamente completamenti e sostegni nella tradizione metafisica antica e medievale. D’altra parte, l’interesse per l’essere umano, sia relativamente alla sua singolarità, sia con riferimento alle produzioni culturali umane, è testimoniato dalla scelta fatta fin dagli anni universitari dello studio di discipline quali la psicologia, la storia e la letteratura. Scavare all’interno dell’essere umano e, correlativamente, esaminare le manifestazioni esteriori, questo è il compito che la pensatrice sente più urgente per comprenderne la natura singolare unica e irripetibile e contemporaneamente il significato delle sue espressioni e produzioni che hanno un valore intersoggettivo.  Paradossale la situazione dell’essere umano – come già Husserl aveva messo in risalto – il quale si presenta contemporaneamente come soggetto ed oggetto dell’indagine, l’unico essere vivente che ha la capacità di riflettere su se stesso; per lo meno questo è il risultato di

                                                           6 Crisi, §48.  7 Ivi, §53.  AGATHOS: An International Review of the Humanities and Social Sciences      27

Ciò è confermato dai testi in cui Husserl inizia la suo riflessione dal significato del mondo della vita. La via più lunga che egli teorizza nella Crisi – la definisce “la nostra nuova via” – è la via che muove dalla constatazione esistenziale e culturale secondo la quale l’essere umano vive e vive inserito in un contesto e il mondo della vita è il terreno della vita umana nel mondo con il suo dinamismo che lo rende un ‘fiume eracliteo’. L’obiettivo è di comprendere fino in fondo questo mondo della prassi per andare alle operazioni umane – e divine? – che lo rendono possibile. Ecco perché è necessario di nuovo procedere all’epoché, e considerare “L’essente, in tutti i sensi e in tutte le sue regioni, come l’indice di un sistema soggettivo di correlazioni“6. Allora la costituzione trascendentale corrisponde alla “formazione di senso originaria”, quella che conduce all’ontologia del mondo della vita, ma in quanto il mondo della vita è il mondo dell’esperienza tale ontologia coinvolge fondamentalmente la soggettività umana che rivela come un paradosso, “è soggetto per il mondo e insieme oggetto nel mondo”7. 

 L’ESSERE UMANO NELLE ANALISI DI EDITH STEIN  Il tema dell’essere umano è centrale e costante nell’analisi fenomenologico-filosofica di Edith Stein; la sua indagine può essere raccolta sotto un titolo unitario che è, appunto, quello di un’antropologia filosofica d’impostazione fenomenologica che cercherà successivamente completamenti e sostegni nella tradizione metafisica antica e medievale. D’altra parte, l’interesse per l’essere umano, sia relativamente alla sua singolarità, sia con riferimento alle produzioni culturali umane, è testimoniato dalla scelta fatta fin dagli anni universitari dello studio di discipline quali la psicologia, la storia e la letteratura. Scavare all’interno dell’essere umano e, correlativamente, esaminare le manifestazioni esteriori, questo è il compito che la pensatrice sente più urgente per comprenderne la natura singolare unica e irripetibile e contemporaneamente il significato delle sue espressioni e produzioni che hanno un valore intersoggettivo.  Paradossale la situazione dell’essere umano – come già Husserl aveva messo in risalto – il quale si presenta contemporaneamente come soggetto ed oggetto dell’indagine, l’unico essere vivente che ha la capacità di riflettere su se stesso; per lo meno questo è il risultato di

                                                           6 Crisi, §48.  7 Ivi, §53. 

un’analisi comparativa condotta dal fenomenologo soprattutto con riferimento al mondo animale. Dalle lezioni husserliane dedicate al rapporto Natur e Geist e dalla trascrizione del secondo volume delle Idee per una fenomenologia pura e una filosofia fenomenologica  la sua discepola Edith Stein ricava lo stile d’indagine e le linee di fondo che le serviranno per approfondire sempre di più lo scavo “all’interno” e l’apertura “all’esterno” dell’essere umano.  La correlazione fra interiorità ed esteriorità si manifesta proprio nello svolgimento delle sue analisi e nella sua trilogia fenomenologica costituita dalla Dissertazione di laurea sul tema dell’empatia Il problema dell’empatia (1917)8, dalla sua indagine sul rapporto fra fenomenologia e psicologia, il cui terreno comune è costituito in gran parte proprio dalla soggettività umana aperta all’intersoggettività Psicologia e scienze dello spirito. Contributi per una fondazione filosofica (1922)9 e dalle sue proposte di lettura delle forme associative umane quali la massa, la comunità, la società e, infine, lo Stato Una ricerca sullo Stato (1925)10.  La novità di tale impostazione consiste, secondo quanto era stato indicato da Husserl, nel punto di partenza dell’indagine. Come si esprime la stessa Stein brevemente ed efficacemente già all’inizio della sua Dissertazione, il primo passo da compiere per avviare una riflessione che colga radicalmente, cioè essenzialmente, il fenomeno che stiamo osservando è la messa fra parentesi di ogni interpretazione già data ed anche di ogni posizione d’essere che potrebbe essere messa in dubbio per far emergere l’esperienza vissuta della cosa con il suo correlato, cioè il fenomeno della cosa stessa. Ciò consente di entrare nella dimensione noetico-noematica, cioè la dimensione del vissuto il cui correlato intenzionale si sdoppia nell’oggetto in quanto, ad esempio, percepito e l’oggetto in se stesso esistente e quindi trascendente rispetto al soggetto stesso. Ne consegue la possibilità di scavare nella complessità del mondo interiore, un mondo non caotico,

                                                           8 Edith Stein (1917). Zum Problem der Einfühlung. Halle: Buchdruckerei des Waisenhauses. Italian translation by E. & E. Costantini: Il problema dell’empatia, Roma: Studium, 1998 ² and by M. Nicoletti, F.Angeli, Milano, 1986.  9 Edith Stein (1970). Beiträge zur philosophischen Begründung der Psychologie und der Geisteswissenschaften, Tübingen: Max Niemeyer. Italian translation by A.M. Pezzella, edited by A. Ales Bello: Psicologia e scienze dello spirito. Contributi per una fondazione filosofica. Roma: Città Nuova, 1999². D’ora in poi citato Psicologia.  10 Edith Stein (1970). Eine Untersuchung über den Staat, Tübingen: M.Niemeyer. Italian translation by Angela Ales Bello (1994), Roma: Città Nuova. 

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ma ordinato in quanto sottoposto ad una ‘legalità’, in cui sono presenti momenti e aspetti che debbono essere indagati. Husserl sottolineerà negli anni Trenta, quasi alla fine del suo percorso intellettuale, che la messa fra parentesi, o epoché, che lascia come residuo la soggettività, lungi dall’essere un’operazione semplificatrice, è sollecitata dall’interesse teoretico e a sua volta lo sollecita ponendo un’imprevedibile serie di problemi ed anche di eccezionali difficoltà: “Perché si tratta effettivamente di un intero mondo  – se potessimo identificare la ψυχή di Eraclito con questa soggettività, varrebbero per essa le sue parole “Qualsiasi strada tu percorra non arriverai mai a trovare i confini dell’anima, tanto profondo è il suo fondo”. Qualsiasi ‘fondo’ si raggiunga, esso rimanda effettivamente ad altri fondi, qualsiasi orizzonte si dischiuda esso ridesta altri orizzonti; tuttavia il tutto infinito, nell’infinità del suo movimento fluente, è orientato verso l’unità di un senso, ma non è mai possibile giungere ad afferrarlo e a capirlo completamente”11.   Questa è la ragione per cui l’analisi non può essere fatta una volta per tutte; siamo sospinti a ricominciare da capo (immer wieder) nel tentativo, d’altronde sempre fallito, di dare una struttura  definitiva. Si tratta, piuttosto, di approcci, che ora da una lato ora dall’altro, si avvicinano al fenomeno dell’interiorità dell’essere umano, mettendo in evidenza aspetti validi, rintracciando strutture, ma non esaurendone mai la conoscenza. Da ciò sorge anche la difficoltà di comprendere gli stessi risultati a cui giunge Husserl, perché non è possibile delineare una mappa completa di questo territorio accidentato. Si parla dell’io, dell’io puro, della coscienza, dell’anima, della psiche, dello spirito, ma come organizzare queste nozioni, a che cosa esse corrispondono?  Indubbiamente Edith Stein, con la sua capacità ‘didattica’ ci aiuta molto di più di quanto faccia il suo maestro, ma anche la lettura e la sistemazione delle sue analisi non è impresa facile.  Abbiamo iniziato dall’ epoché e dalla messa in evidenza degli atti del soggetto, atti che nella lingua tedesca sono indicati come Erlebnisse, espressione intraducibile nella lingua italiana se non con una frase: “ciò che è da me vissuto”, ridotta brevemente a “vissuto”; ma che cosa è da me, da noi vissuto? Ciò che viviamo si scinde nell’atto, l’atto del percepire, del ricordare, dell’immaginare e del                                                            11 Edmund Husserl, Die Krisis der europäischen Wissenschaften und die transzendentale Phänomenologie, „Husserliana“ vol. VI. Italian translation by E.Filippini (1961): La crisi delle scienze europee e la fenomenologia trascendentale.

6 Crisi, §48.  7 Ivi, §53

Pubblicato da Alcionio

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